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Il bite dentale

Cos’è il bite?

Il bite (a volte erroneamente scritto byte) è una placca occlusale a forma di mascherina in resina acrilica trasparente e che va a posizionarsi tra le due arcate dentali. Le sue funzioni principali sono quelle di risolvere i problemi di digrignamento dei denti o bruxismo o all’apparato masticatorio, alla dislocazione mandibolare o alla malocclusione dentale.

Numerosissime volte capita che un paziente che si rivolge a me per dolori o tensioni al distretto masticatorio, cervicale o vertebrale, alla mia proposta di utilizzare per la terapia un bite, mi risponda sconsolato:

“ …..Ma dottoressa è già il terzo bite che faccio , ma oltre a

spendere cifre notevoli, non ho mai trovato alcun beneficio!”


Capita spessissimo che gli stessi pazienti arrivino al consulto con tre scatolette di bite, che mettono indistintamente nel cassetto o ancor peggio, usano indistintamente i diversi bite in relazione ai diversi giorni della settimana…

Che funzione ha il bite?

  • non far chiudere i denti
  • creare armonia fra i punti di contatto dei denti
  • aumentare la dimensione verticale
  • per generare un effetto placebo

nella realtà il byte cambia la posizione della mandibola

Perché un bite funziona e un altro no?

Ci sono bite morbidi o rigidi, superiori o inferiori , piatti o con guide mentre gli effetti terapeutici che si possono ottenere sono:

  • Verticalizzazione
  • Decontrazione
  • Stabilizzazione
  • Decompressione
  • Distrazione
  • Protezione notturna
  • Deprogrammazione
  • Riposizionamento

ma vediamo di uscire da questo labirinto dei concetti.

Perché un bite funzioni deve rispondere a 3 prerogative fondamentali :
1) è necessario fare la diagnosi del problema dell’articolazione temporo mandibolare
2) è necessario fare un corretta valutazione dei dati della relazione dei denti mediante l’utilizzo di strumenti come l’arco facciale e la cera di regolazione propriocettiva (non può bastare la semplice presa delle impronte!).
3) è necessario fare un analisi posturale per valutare lo stato del disordine della postura e del danno recettoriale sia degli occhi che dei piedi.

Se una di queste variabili non viene considerata l’ottimizzazione dell’azione terapeutica del bite non può avvenire.


Ci sono quindi tanti tipi di bite a seconda del problema che incontriamo e che molto spesso si unisce anche ad un disturbo della postura che deve essere riconosciuto e trattato.
In generale è più utile metterli nell’arcata inferiore perché consentono maggiore libertà alla mandibola e possono essere indossati tutto il giorno ad eccezione dei pasti.

Quindi cosa significa costruire un bite?

Significa fare una diagnosi della situazione in cui si trova l’articolazione e valutare se la posizione terapeutica che devo utilizzare per il riposizionamento della articolazione è consentita dalla muscolatura cervicale!

Ebbene sì!!!

Il riposizionamento mandibolare è facilitato se il collo presenta mobilità e flessibilità della muscolatura in modo che la nuova posizione non trovi né ostacoli né resistenze.

Analisi della situazione posturale

La mandibola si può muovere liberamente se la muscolatura del collo e della testa, consentono un buon controllo della sua mobilità.
Esiste infatti una muscolatura autonoma posturale della mandibola che dipende dalla muscolatura masticatoria e che mantiene la buona posizione dell’articolazione.

Dopo aver corretto il sistema posturale, che conserva la memoria dell’errore degli occhi e dei movimenti, potremo più facilmente inserire il nostro bite in bocca.

Il concetto da mantenere chiaro per valutare l’uso del bite

La testa poggia sulla cervicale e si articola con  la mandibola che si muove sui binari dei denti.

Per creare armonizzazione dobbiamo quindi considerare che la valutazione del nostro esame deve includere:

  1. la valutazione della posizione della testa
  2. la valutazione della posizione del collo
  3. la valutazione della posizione dell articolazione temporo-mandibolare
  4.  la valutazione della posizione dei denti

Tutti questi sono i motivi  per cui  non tutti i bite sono uguali e alcuni funzionano e altri meno.

Se pensi di avere la necessità di una visita di controllo, puoi fissare un appuntamento presso il mio studio cliccando il pulsante qui in basso:

Lina Azzini - MioDottore.it

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    Masticazione laterale

    La Masticazione Monolaterale

    Può capitare che ci faccia male un dente, ma per qualche problema non siamo in grado di poterlo curare .

    Cosa può succedere alla nostra masticazione?

    Il sistema masticatorio cerca di evitare la situazione dolorosa e si mette a masticare  dall’altra parte della bocca.

    Se poi la cura non viene eseguita è probabile che il dente venga estratto e di conseguenza quella parte dell’arcata dentaria diventi meno utilizzata nella masticazione e alla fine si viene a creare la masticazione monolaterale nella parte sana.

    Si tratta di una situazione abbastanza frequente soprattutto nei denti molari che non si vedono .

    Ma cosa significa masticare solo da una parte?

    Se pensiamo ad un’altra funzione bilaterale e alternata come il cammino, possiamo immaginare come possa essere possibile camminare con una sola gamba?!

    È possibile se abbiamo delle stampelle, ma senz’altro ci creerà un forte disagio della gamba portante, del bacino, della colonna vertebrale fino alla cervicale e alla testa .

    Lo stesso avviene per i denti!

    Masticare solo da una parte produce un grave problema per la asimmetria delle forze masticatorie che concorrono a determinare la buona posizione della testa, della cervicale, della schiena.

    I denti devono masticare da entrambi i lati, in modo alternato e con le stesse forze masticatorie.

    Se i denti si perdono, devono essere rimpiazzati dalla protesi, che potrà essere fissa, mobile con impianti o con le nuove tecniche di protesi adesiva.

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